Tra mari e monti. Il "metodo" di Nietzsche = Between seas and mountains. Nietzsche's "method"


Abstract


Il contributo analizza la figura del viandante come categoria centrale per comprendere l'intreccio tra vita, pensiero e scrittura nella filosofia di Nietzsche. Muovendo da Così parlò Zarathustra, il saggio interpreta il filosofare nietzscheano come un "essere in cammino" privo di mete prefissate, in cui il pensiero accade come evento e come esperienza trasformativa, piuttosto che come applicazione di un metodo procedurale. In questa prospettiva, il nomadismo geografico, l'attenzione al corpo, al clima e alla fisiologia, nonché la pratica del camminare, assumono un valore teorico decisivo. Il testo mostra come montagna e mare costituiscano due orizzonti simbolici fondamentali: la montagna come spazio della distanza, della solitudine e della trasfigurazione di sé; il mare come figura dell'apertura all'ignoto, del rischio e dell'oltrepassamento dei valori tradizionali dopo la "morte di Dio". Tra Oceano e Mediterraneo, l'esperienza nietzscheana si configura come ricerca di una singolare forma di vita, orientata alla sperimentazione e alla libertà. Tale percorso viene infine interpretato come una pratica di costituzione di sé che anticipa, in senso filosofico, ciò che Michel Foucault definirà un'"estetica dell'esistenza".

Keywords: Friedrich Nietzsche; Viandante; Forma di vita; Estetica dell'esistenza

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