Tra due universalismi. La tarda modernità nel paradigma della storia naturale dell'uomo
Abstract
It
Il saggio intende leggere la nuova episteme settecentesca della storia naturale dell'uomo come un paradigma capace di ridefinire il modo di pensare l'uomo, l'umanità e la diversità umana. Il saggio fonda nel paradigma della storia naturale dell'uomo due universalismi contrapposti, che fanno capo a due concetti-chiave, quello di 'umanità' e quello di 'razza', l'uno unitivo e l'altro divisivo del genere umano: il primo è l'universalismo dell'uguaglianza, messo a punto nel tardo Settecento dal costituzionalismo illuministico, il secondo è l'universalismo della disuguaglianza, sviluppato nell'Ottocento dalle teorie razziali. La dialettica tra questi due universalismi tra XVIII e XIX secolo mostra come la storia naturale dell'uomo sia un paradigma interpretativo per la comprensione della tarda modernità e delle sue eredità politiche, culturali e scientifiche.
En
This article examines the eighteenth-century episteme of the natural history of man as a conceptual framework that reshaped modern understandings of the human being, humanity, and human diversity. It argues that this paradigm gave rise to two competing and opposed forms of universalism, structured around two key concepts—humanity and race—one unifying and the other divisive of humankind. The first corresponds to an egalitarian universalism, articulated in the late eighteenth century within Enlightenment constitutionalism; the second to a hierarchical universalism of inequality, developed in the nineteenth century through racial theories. By tracing the dialectic between these two universalisms from the eighteenth to the nineteenth century, the article shows how the natural history of man functioned as an interpretive paradigm for understanding late modernity and its enduring political, cultural, and scientific legacies.
Il saggio intende leggere la nuova episteme settecentesca della storia naturale dell'uomo come un paradigma capace di ridefinire il modo di pensare l'uomo, l'umanità e la diversità umana. Il saggio fonda nel paradigma della storia naturale dell'uomo due universalismi contrapposti, che fanno capo a due concetti-chiave, quello di 'umanità' e quello di 'razza', l'uno unitivo e l'altro divisivo del genere umano: il primo è l'universalismo dell'uguaglianza, messo a punto nel tardo Settecento dal costituzionalismo illuministico, il secondo è l'universalismo della disuguaglianza, sviluppato nell'Ottocento dalle teorie razziali. La dialettica tra questi due universalismi tra XVIII e XIX secolo mostra come la storia naturale dell'uomo sia un paradigma interpretativo per la comprensione della tarda modernità e delle sue eredità politiche, culturali e scientifiche.
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This article examines the eighteenth-century episteme of the natural history of man as a conceptual framework that reshaped modern understandings of the human being, humanity, and human diversity. It argues that this paradigm gave rise to two competing and opposed forms of universalism, structured around two key concepts—humanity and race—one unifying and the other divisive of humankind. The first corresponds to an egalitarian universalism, articulated in the late eighteenth century within Enlightenment constitutionalism; the second to a hierarchical universalism of inequality, developed in the nineteenth century through racial theories. By tracing the dialectic between these two universalisms from the eighteenth to the nineteenth century, the article shows how the natural history of man functioned as an interpretive paradigm for understanding late modernity and its enduring political, cultural, and scientific legacies.
Keywords:
Storia naturale; Illuminismo e diritti dell'uomo; scienza e razza; razza e razzismo; uguaglianza e disuguaglianza; Natural History; Enlightenment and Rights of Man; Science and Race; Race and Racism; Equality and Inequality
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